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Michele Pisani

Sviluppatore web, mobile e consulente SEO/SEM (Livorno, Toscana)

Chi sono, cosa faccio e perchè lo faccio

In ogni mio articolo compare come mi descriverei in una sola parola, ma farlo in più parole senza diventare lungo e noioso non è affatto facile.
Cercherò di essere il più conciso (e 'simpatico') possibile suddividendo in fasi la mia vita come nel film con Will Smith "La ricerca della felicità" quali appunto, "prendere l'autobus", "essere stupidi", "correre", "stage", "ricordarsi di pagare le tasse", "felicità", rivedendone l'ordine ed escludendo "ricordarsi di pagare le tasse" dato che fin'ora non ho mai avuto problemi e che in tutti i casi in questo Paese sono in tanti a ricordartelo.
Mi sono sempre trovato a combattere una lotta interiore tra l'essere affascinato dalla scienza e l'essere incuriosito dalla tecnologia, così tra un po' di VBScript, soluzioni omogenee ed un sito web diventato all'epoca molto noto per il settore, non dando ascolto ai suggerimenti di mio padre, giungo a conseguire la Laurea specialistica avendo scelto il corso di Laurea in "Biotecnologie"... questa parte della mia vita si può chiamare "essere stupidi" :)
Come si sa, una volta usciti dall'Università, nessuno ti tende la mano per offrirti un posto di lavoro, iniziano così corsi di approfondimento e tirocini (rigorosamente non retribuiti) tra i quali riesco a farne incastrare alcuni per portare avanti anche la mia passione per l'informatica approcciandomi così alla programmazione web... indubbiamente questa parte della mia vita si può chiamare "stage".
Inizia da allora la tormenta "cerca lavoro", orientata al mio percorso di studi principale, e tra porte chiuse e calamità naturali (non approfondisco ma non è uno scherzo) finisco nel limbo dei colloqui, dei bandi e dei "le faremo sapere" dove, tra esigenza e demoralizzazione, con un pezzo di carta in mano una porta si apre... quella del furgone delle consegne... questa parte della mia vita si può chiamare "correre" (o più pertinente... corriere...).
Forza di volontà e caparbietà aprono uno spiraglio a 500 Km da casa dove riesco ad unire di nuovo i due mondi, scienza e tecnologia, gestendo a livello di contenuto e di indicizzazione un sito web ad argomentazione scientifico informativa. Un valore aggiunto alle mie conoscenze web soprattutto lato SEO... questa parte della mia vita si può chiamare metaforicamente "prendere l'autobus", non tanto per la distanza bensì perchè mi ha portato alla "stazione" successiva.
Di nuovo al bivio ma con un'esperienza sulle spalle e dato che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico ho preso la decisione di stravolgere completamente i miei obiettivi credendo nel cambiamento e nelle mie capacità. Lascio alle spalle quello che è stato e continuo ad approfondire le mie conoscenze informatiche.
Un nuovo curriculum, nuove opportunità e finalmente mi viene data un'occasione come programmatore web per siti e applicativi ad uso aziendale.
E' passato parecchio tempo da quel giorno ma la sensazione che ho provato e che è rimasta dentro di me per anni mi ha fatto rinascere e non sapendo come chiamare in altri termini questa sensazione direi proprio che... questa parte della mia vita, questa piccola parte della mia vita si può chiamare "felicità"!

Tutt'oggi lavoro come sviluppatore web e consulente di web marketing e SEO/SEM, mi sono specializzato anche nello sviluppo di applicazioni mobile, e dato che il futuro è incerto per tutti non smetto mai di documentarmi per rimanere aggiornato ed imparare cose nuove.

Ho realizzato questo blog sia per passione che per dare un aiuto ed un messaggio a chi come me ha vissuto la sofferenza psicologica dell'insoddisfazione lavorativa già prima che venisse chiamata "crisi". Volontà e cambiamento sono state le chiavi che mi hanno fatto uscire, almeno per ora, dal baratro della perdita di fiducia in me stesso. Forse non varrà per tutti, forse è stato solo un caso, ma dal mio piccolo consiglio a chi sta seguendo una strada e non ne trova l'uscita di fermarsi, tornare indietro e ripartire verso un'altra direzione senza pensare di aver perso tempo fino a quel momento bensì che quel tempo è stato necessario per trovare la strada giusta.

PS: Visto che siamo in tema, prima di "appenderlo al chiodo", il cubo di Rubik l'ho risolto ufficialmente in 26.89 secondi.

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